Due righe, eccole: infatti, di mestiere faccio il giornalista e come ormai buona parte degli appartenenti alla categoria, scrivo anche libri e racconti. Questo, probabilmente per il bisogno di libertà, e scrivere dei racconti che, male che vada resteranno nel cassetto, è un gran momento di libertà creativa! Giacché, oggi, nella confusione che regna in questo nostro malandato paese, scrivere per i giornali e sui giornali in una società che chede solo sensazioni forti non è più appagante come una volta (non chiedetemi però se è il giornale a condizionare il lettore o viceversa...)