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€ 13.00

ISBN/EAN

978-88-88789-54-5

Spesso accade che il carattere si confonda con la personalità e, assai di frequente, si pretende di dedurre il carattere delle persone dall’aspetto somatico. In realtà sono distinti. Il carattere connota l’individuo, in quanto è l’insieme dei tratti psichici, morali e comportamentali, che distingue un essere da un altro. Altra cosa è la personalità, anche se in genere i termini si usano indifferentemente. Per comprendere bene il significato di personalità e la sottile differenza dal suo apparente sinonimo, carattere, si deve considerarne l’etimologia. Non occorre un’operazione di archeologia linguistica per cogliere la differenza sostanziale che, come vedremo, non è nemmeno di poco spessore.I sinonimi perfetti non esistono. Esistono delle parole con significati simili, che nella lingua parlata vengono, a volte, usate per esprimere lo stesso concetto e con il tempo finiscono per indicare la stessa cosa.Come può capitare che un seme, che sonnecchiava da secoli nascosto dalla polvere e dai detriti, veda la luce dando così vita ad una pianta che si credeva estinta, così le parole, alla luce di una lettura più attenta, fanno rivivere il significato che conservavano in nuce da secoli. Alcune parole sono più fortunate di altre, in quanto parte della loro vita è conservata dalle derivate, che vivono nelle microlingue, e per questo sono meno soggette ad alterazioni, per via del numero ridotto dei parlanti.È questo il caso di “personalità”, che conserva il significato etimologico nel termine arcaico di “personaggio”, appartenente alla microlingua teatrale. I personaggi di un’opera teatrale non sono gli attori, ma ciò che essi rappresentano. Ed anticamente “persona” era la maschera che usavano gli attori, che insieme ai coturni era il simbolo del teatro stesso. Se si considera poi ciò che è il carattere in tipografia, dove è chiamato anche tipo, non occorrono altre parole.Il carattere è l’insieme di caratteristiche, che differenziano un individuo da un altro ed è impresso nell’essere, proprio come nelle operazioni tipografiche si imprimono i caratteri, o i tipi, sulla carta. Anche “tipo” ci dice qualcosa, ma è meglio non allontanarci troppo.La personalità è l’insieme di ciò che è evidente, che appare in superficie e che, anche in questo caso, distingue un individuo da un altro, ma in relazione all’aspetto esteriore. Va da sé che non sempre si è ciò che si appare, ma per alcune persone è valida la regola che sono ciò che appaiono, e questo é valido specialmente per le donne.

La fisiognomica è l’arte dell’apparenza non dell’essere, e tiene conto di tutto il soma. Se la si considera dal punto di vista pittorico, è una verità oggettiva. Un’annunciazione, se l’angelo non vi è ritratto con la fisionomia di un angelo, non è un’annunciazione anche se, nella vita reale, può accadere che le “diavolesse” siano in realtà più buone degli “angeli del focolare”. La fisionomia è una branca della fisiognomica, che tiene conto dell’aspetto del viso. La Pigheologia è relativa alle natiche, e deriva dal greco πugh (pyghé), che significa appunto, natica.

Nel periodo preumano, la comunicazione non verbale aveva un ruolo importantissimo per la sopravvivenza. L’istinto di conservazione della specie senza il linguaggio del corpo non poteva essere assecondato. Una posizione importantissima avevano le natiche, che comunicavano la disponibilità alla copula in prossimità del periodo fecondo nel ciclo riproduttivo. Con la stazione eretta, questo tipo di messaggio non ha smesso di esistere ma è limitato alla comunicazione subliminale, che stimola l’inconscio, ed è quindi più efficace della comunicazione razionale. Se si considera poi che le natiche non possiedono i muscoli mimici, è facile comprendere che non possono mentire. Qualcuno ha detto che all’uomo è stata data la parola per nascondere il pensiero. Le natiche, come i muscoli mimici, mancano della parola, ed è per questo che non possono mentire.

Le dodici Pigheologie che accompagnano il 2008 sono state scelte fra le più diffuse, come è nello spirito del Calendario Pigheologico, per dare la possibilità alle signore di effettuare un’autopigheologia casereccia. Per una vera Pigheologia si consiglia in ogni caso di consultare un Pigheologo, ma in questo modo, anche se non in maniera accurata, si può almeno individuare la tipologia di appartenenza.

PRESENTAZIONI:

Firenze 23/11 Caffè Giubbe rosse - Forte dei Marmi 3/12 Circ. Culturale Il magazzino